fbpx

Aprire una Sede in Messico per Favorire le Esportazioni negli USA: Il Caso di BYD

Negli ultimi anni, il panorama economico globale ha visto un crescente interesse da parte delle aziende per l’espansione in nuovi mercati e la creazione di catene di approvvigionamento più efficienti. Uno dei casi più emblematici di questa tendenza è rappresentato dalla strategia della compagnia cinese BYD (Build Your Dreams), leader nel settore delle auto elettriche, che ha annunciato l’intenzione di aprire una sede produttiva in Messico. Questa mossa non è solo un esempio di espansione internazionale, ma anche una risposta strategica alle sfide imposte dalle politiche commerciali degli Stati Uniti.

Non è nuovo, infatti, che l’amministrazione statunitense stia cercando di sfavorire l’importazione di auto elettriche prodotte in Cina a favore di quelle locali tramite l’imposizione di dazi su questi prodotti. La novità è però che lo scorso martedì 14 maggio questi dazi sono stati notevolmente aumentati fino all’imposizione di una quota pari al 100%. Ciò significa che chiunque negli USA compri un’auto elettrica prodotta in Cina la pagherà esattamente il doppio del suo valore di partenza (il valore dell’auto + lo stesso corrispettivo da pagare come dazio).

L’obiettivo è naturalmente quello di sostenere la produzione domestica e proteggere l’industria automobilistica americana. Questi dazi rappresentano una barriera significativa per le aziende cinesi come BYD, rendendo meno competitive le loro auto sul mercato statunitense. Stabilire una produzione in Messico permetterebbe quindi a BYD di bypassare questi dazi e sfruttare l’accordo commerciale tra Stati Uniti, Messico e Canada (USMCA), che favorisce il libero scambio di beni tra i tre paesi.

A ciò si sommano altri notevoli vantaggi di questa strategia, tra cui la netta riduzione dei costi di trasporto e logistica che la produzione diretta in Nord America consente, aumentando oltretutto così la competitività dal prodotto, e l’accesso ad una manodopera qualificata e competitiva come quella presente in Messico, soprattutto in alcuni settori come quello automobilistico.

L’espansione di BYD in Messico quindi non solo rafforzerebbe la posizione dell’azienda sul mercato nordamericano, ma potrebbe rappresentare anche un modello per altre aziende del settore automobilistico, soprattutto per quanto riguarda il mondo dell’elettrico che vede gli USA tra i principali consumatori. In questa dinamica è da sottolineare come la globalizzazione delle catene di produzione e approvvigionamento stia diventando una strategia sempre più importante per competere in un mercato altamente dinamico e regolamentato. Le aziende che adottano una strategia simile possono infatti notevolmente mitigare i rischi associati alle barriere commerciali e sfruttare le opportunità offerte dai trattati internazionali e dalle specificità locali.

L’apertura di una sede produttiva in Messico da parte di BYD è un esempio paradigmatico di come le aziende possano adattarsi alle condizioni di mercato globali e alle politiche commerciali restrittive. Questa strategia non solo consente di aggirare i dazi imposti dagli Stati Uniti, ma offre anche numerosi vantaggi in termini di costi, logistica e integrazione della supply chain. Nel contesto di un’economia globalizzata, tali mosse strategiche sono essenziali per mantenere la competitività e garantire una crescita sostenibile.

Condividi questo contenuto